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Sebbene l’emergenza legata alla siccità estrema sia rientrata nel mese di ottobre, le sue conseguenze continuano a pesare in modo significativo sul territorio. È quanto emerge dal bilancio tracciato dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, guidato dall’Autorità di bacino distrettuale del Po.

I dati evidenziano un deficit marcato nelle portate dei corsi d’acqua rispetto alle medie stagionali, con contrazioni del 58% a Cremona, del 66% a Piacenza e del 68% nell’area del Delta. Permangono sofferenze per le falde sotterranee, mentre i grandi bacini lacustri mostrano primi segnali di ripresa, pur mantenendo livelli critici come nel caso del Lago Maggiore, fermo al 31% della capienza.

Le ripercussioni si riflettono sul servizio idrico locale: in diversi centri abitati tra l’Alessandrino e il Vercellese è ancora necessario il ricorso alle autobotti, mentre desta preoccupazione la tenuta dell’acquedotto della Romagna a causa delle ridotte riserve nell’invaso di Ridracoli.

A determinare questo quadro sono state le temperature costantemente superiori ai valori storici. L’Autorità monitorerà ora l’impatto delle precipitazioni recenti che, pur avendo provocato disagi isolati per l’intensità dei rovesci, potrebbero rivelarsi insufficienti per ricostituire le scorte necessarie in vista della prossima stagione.

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