Un anno e quattro mesi di reclusione e un risarcimento di cinquemila euro: è la pena inflitta dal Tribunale collegiale di Bologna a un assistente tecnico di 59 anni, riconosciuto colpevole di aver molestato una studentessa all’interno di un istituto superiore cittadino nel marzo del 2022. L’uomo è stato invece prosciolto dall’accusa relativa a un secondo presunto episodio che coinvolgeva un’altra alunna.
La vicenda si svolse durante un’ora di lezione. La giovane, colta di sorpresa e bloccata dall’accaduto, confidò inizialmente l’episodio a una compagna, per poi sporgere formale denuncia solo a distanza di un anno. I giudici hanno evidenziato nella sentenza come il lasso di tempo trascorso prima della segnalazione sia una dinamica frequente nelle vittime di traumi, le quali spesso attivano meccanismi di difesa o rimozione.
Nel corso del procedimento giudiziario, le testimonianze di docenti e compagne di classe hanno confermato la credibilità del racconto della ragazza, descrivendo comportamenti inopportuni da parte dell’operatore che avevano già portato a una segnalazione alla presidenza nel marzo 2023. L’imputato ha sempre respinto le addebiti.
Oltre alla condanna penale e al risarcimento, la sentenza prevede l’interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena e l’interdizione perpetua da incarichi di tutela o curatela. Il beneficio della sospensione condizionale della pena è stato subordinato alla frequenza di percorsi di recupero specifici presso enti che si occupano di violenza di genere. La difesa dell’uomo ha presentato ricorso in appello.










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