“Ritengo che Selim El Koudri volesse coscientemente compiere una strage, cercando il maggior numero possibile di morti e feriti, puntando anche il marciapiede affollato”. Lo afferma Deborah De Cicco, legale di Giovanni Esposito, fratello di Monica, la donna di 55 anni morta nell’attentato del 16 maggio in centro a Modena, costato il ferimento di altre sette persone.
Secondo l’avvocato, l’azione non sarebbe riconducibile a presunti disturbi psichici dell’indagato. “Cerchiamo di distinguere tra un eventuale stato emotivo di frustrazione e isolamento e un vero disturbo mentale, che qui manca completamente”, ha dichiarato De Cicco, riferendo che il gip ha disposto il carcere ritenendo l’indagato pienamente capace di intendere e di volere.
Il legale auspica inoltre che la Procura contesti la premeditazione, ritenendo già presenti elementi come le modalità dell’azione, con l’auto lanciata sulla folla, la scelta della zona centrale di Modena in un sabato pomeriggio e il possesso di un coltello poi utilizzato durante l’aggressione.
“Attendiamo l’esito delle indagini e della perizia psichiatrica, ma confidiamo che emerga la verità e venga fatta giustizia per tutte le famiglie coinvolte”, ha concluso De Cicco.










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