La perizia psichiatrica disposta dalla Corte di Assise di Parma ha determinato che Chiara Petrolini è un “soggetto immaturo e fragile”, ma era perfettamente in grado di intendere e di volere quando uccideva i 2 neonati che aveva partorito in segreto, sotterrandoli poi nel giardino della villetta di Traversetolo dove viveva.
Non è stata infatti identificata una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell’imputata. La donna è comunque stata ritenuta meritevole di un trattamento e di un percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori.









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