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(ANSA) – Nei confronti di Paolo Bellini è stata raggiunta la prova di un volontario contributo alla realizzazione della Strage di Bologna del 2 agosto 1980, “nella consapevolezza che la sua azione si iscriveva in una più ampia progettazione delittuosa finalizzata alla realizzazione del delitto ideato, organizzato e materialmente eseguito”.

In questo, secondo la Cassazione che il primo luglio ha respinto il ricorso dell’ex terrorista di Avanguardia Nazionale, condannato all’ergastolo in via definitiva a 45 anni di distanza dall’attentato, la sentenza della Corte di assise di appello bolognese si è attenuta alle indicazioni delle Sezioni Unite.

I supremi giudici lo evidenziano respingendo il motivo di ricorso dove la difesa dell’imputato contestava la ricostruzione della strage e il ruolo svolto da Bellini.
La sentenza di secondo grado, scrive la Cassazione, ha infatti ribadito che l’esecuzione materiale della strage (per cui sono stati condannati anche i Nar Fioravanti, Mambro, Ciavardini e di recente Cavallini) “era da ritenersi imputabile ad un commando terroristico composto da più cellule, costituite a loro volta da più soggetti provenienti da varie organizzazioni eversive di destra, uniti dal comune obiettivo di destabilizzare l’ordine democratico o, comunque, anche da soggetti legati ad apparati istituzionali ‘deviati’ disponibili a partecipare a gravissime operazioni delittuose per ricevere in contropartita agevolazioni, protezioni ed anche compensi in denaro”.
Dunque, la partecipazione di Bellini “non si limitava alla accertata sua presenza” in stazione al momento della strage, “ma era costituita dalla prova di un suo contributo volontario e consapevole alla fase centrale del trasporto, consegna e collocazione di almeno una parte dell’esplosivo”.
Inoltre, si dice, la sentenza di appello è arrivata ad affermare la responsabilità di Bellini attraverso una “ricostruzione indiziaria rigorosa, priva di illogicità manifeste”: ampiamente accertata è la presenza di Bellini sul luogo del delitto, subito dopo l’esplosione. Presenza che l’imputato ha contrastato con un alibi “dimostratosi non solo falso, ma organizzato previamente in modo raffinato”. La Cassazione su Bellini rappresenta la parola fine all’ultimo processo sull’attentato del 2 agosto 1980.
“La sentenza della Cassazione è il momento finale di un percorso giudiziario che dura da anni e che, a una prima lettura, conferma con grande importanza l’impianto motivazionale delle due sentenze di merito sulla responsabilità dei nuclei neofascisti di Avanguardia Nazionale, terza posizione, Nar nell’aver perpetrato la strage nel ruolo di copertura dei servizi segreti e di organizzazione e finanziamento della strage da parte della Loggia massonica P2.” Lo dicono gli avvocati Andrea Speranzoni e Alessandro Forti difensori di parte civile dei familiari nel processo per la Strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. “Una sentenza importantissima – proseguono gli avvocati – perché conferma le sentenze di merito e propone dei ragionamenti anche raffinati in punto di prova.
Conferma che si è arrivati alla verità giudiziaria sui mandanti, organizzatori e finanziatori della strage, nonostante i depistaggi”.

admin

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