È previsto per martedì 1 settembre in carcere l’ultimo colloquio degli psichiatri con Selim El Koudri, il 31enne indagato per l’incidente del 19 maggio a Modena, quando l’auto da lui guidata piombò sulla folla ferendo sette persone. Tra loro c’era Monica Esposito, morta dopo due mesi di agonia.
L’incontro servirà a valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagato. Intanto, l’avvocata Deborah De Cicco, legale del fratello della vittima Giovanni Esposito, ha nominato come consulente tecnico di parte il dottor Alberto Caputo, psichiatra e psicoterapeuta, esperto anche di criminologia forense e perito del Tribunale di Milano.
“Restiamo in attesa degli esiti della perizia psichiatrica”, ha dichiarato De Cicco, spiegando però che la difesa ritiene che alla base del gesto non ci sia alcun disturbo psichiatrico. Secondo la legale, El Koudri sarebbe stato pienamente consapevole delle proprie azioni e avrebbe pianificato l’accaduto, scegliendo luogo, data e orario e portando con sé un coltello preso da casa.
Resta da chiarire, secondo la difesa, quale sia stato il reale movente che avrebbe spinto l’indagato a compiere un’azione così grave e violenta. Saranno la perizia psichiatrica e gli ulteriori accertamenti investigativi a fare luce sulle sue condizioni e sulle motivazioni del gesto.










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