Ancora una volta la memoria della strage di Bologna del 2 agosto 1980 unisce la città nel ricordo delle vittime, ma riapre il confronto tra i familiari delle persone uccise e la premier Giorgia Meloni.
Dal palco della stazione di Bologna, durante le commemorazioni per il 46esimo anniversario dell’attentato, la presidente del Consiglio è stata sollecitata a distanza a pronunciare la parola “neofascista” in riferimento alla matrice della strage, indicata nei processi che hanno portato alla condanna di esponenti del terrorismo di estrema destra.
Il termine è invece presente nella dichiarazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come il dolore per la strage rilanci “l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, giustizia e democrazia”.
Valori che, secondo il Capo dello Stato, “la strategia neofascista del terrore pretendeva di distruggere”.










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